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Con il termine di malattia di Ménière si intende “una affezione idiopatica dell’orecchio interno caratterizzata da ipoacusia, vertigini e acufeni, avente come corrispettivo patologico una distensione idropica del sistema endolinfatico”( Committee on Hearing and Equilibrium della American Academy of Ophthalmology and Otolaryngology (AAOO) 1972)
A Prospero Ménière, che nel 1861 descrisse una sindrome caratterizzata da acufeni , ipoacusia e crisi vertiginose, va il merito di avere per primo correlato le vertigini, che fino ad allora erano considerate legate ad una patologia del sistema nervoso centrale (congestione cerebrale) , ad una patologia dell’orecchio interno.
Epidemiologia
La malattia interessa entrambi i sessi ed entrambi i lati senza significative differenze; l’età di esordio è collocata nella quinta decade di vita per i maschi e nella quarta per le femmine; è rara nell’infanzia.
Il sintomo di esordio è rappresentato nel 3% dagli acufeni, nel 11% dalle vertigini, nel 42% dall’ipoacusia, nel 44% esordio simultaneo pansintomatico; la malattia è prevalentemente monolaterale, pur essendo riscontrabili forme bilaterali nel 15-20 % dei casi nelle varie casistiche della Letteratura.
L’incidenza della malattia presenta dati molto discordi in letteratura: da 37 a 460 nuovi casi l’anno su 1.000.000 di abitanti e secondo Brandt (1991) rappresenterebbe la quarta più comune causa di vertigine dopo la vertigine parossistica posizionale benigna, la nevrite vestibolare e la vertigine posturale fobica.
L'ISTITUTO CLINICO DI RICERCA E STUDI
SULLA MALATTIA DI MENIERE
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